Il gioco d’azzardo incontra il Cigno Nero. Problemi epistemologici e istituzionali
Maurizio Fiasco

Questa tela di Gigi Gatti (Gazzola, Piacenza, Italia, 1955) ci è parsa evocare la sospensione psicologica e esistenziale dei mesi del confinamento a casa per il covid-19. E’ stato osservato il sentimento di strana, e complessa familiarità delle opere dell’artista. Vi proiettiamo quel richiamo all’empatia, a quel compito cui il terapeuta attende, se possibile con tratti “premurosi e avvincenti”.

Il gioco d’azzardo incontra il Cigno Nero.

Problemi epistemologici e istituzionali

di Maurizio Fiasco

Indice sommario

1. Universale (pandemia) e Particolare (azzardo per gioco). 2. Sfida drammatica per il pensiero scientifico delle dipendenze. 3. Isolamento, paura, pensieri nelle lunghe settimane dell’ “Io resto a casa”. Testimonianze. 4. Proposta di tesi per un’epistemologia su gioco d’azzardo contemporaneo, società, persona. 5. Problema del gioco d’azzardo o focus sul giocatore patologico? 6. Passatismo e “perle” sul Gioco Problematico. 7. Nella procedura logica degli “assunti”. 8. Dipendenza come progetto industriale vs sapere del clinic. 9. Ripensare l’approccio psico-sociale e quello clinico nelle condizioni contemporanee. 10. Gambling industriale come abuso di acquisizioni delle scienze e di tecnologie. 11. Uscire dall’Addiction fiscale dello Stato[1].

Universale (pandemia) e Particolare (azzardo per gioco)

L’emergenza sanitaria totale per il Coronavirus si è rovesciata, con uno dei suoi molteplici effetti collaterali, anche sulla possibilità di praticare il gioco per denaro, con denaro e a scopo di lucro attraverso una megamacchina dai terminali distribuiti capillarmente. Detto in termini naturali e non da “giurisprudenza di Cassazione[2]”, da quando sono stati adottati provvedimenti drastici per fronteggiare la pandemia[3], infatti, si è imposto di interrompere anche il gioco d’azzardo, qual è praticato in massa nel Belpaese. Una mannaia è calata sulle infrastrutture materiali di supporto, poiché di ogni porta d’accesso “fisica” al gioco d’azzardo è stata imposta la serrata per molte settimane. Tra le poche modalità risparmiate dai divieti assoluti vi è stata la vendita dei tagliandi delle cosiddette “lotterie istantanee”, note con il marchio di “Gratta e Vinci”. In generale però si è bloccata la pressione capillare e insistente per indurre a giocare denaro, quale veniva esercitata quotidianamente, e a tutte le ore, da ben 240 mila punti di distribuzione dell’azzardo

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Cordiali Saluti. Antonio Grassi

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